La cifra che è stata comunicata è enorme e gli introiti persi sicuramente non rasserenano gli animi: si parla di ben 420 milioni di euro! Ecco cos’è successo.
I problemi a livello economico stanno riguardando praticamente ogni settore della vita al giorno d’oggi e il calcio non è esentato da questo discorso. Purtroppo le perdite di cui si parla sono enormi e non fanno bene a un sistema che sta già faticando non poco per andare avanti con il giusto appeal. Ecco cos’è successo.
Il calcio italiano, specialmente negli ultimi anni, è spesso finito in un vortice di critiche e polemiche. In molti non considerano più la Serie A come un campionato capace di attrarre appassionati di questo sport dal resto del mondo. O per lo meno non come lo era fino a qualche anno fa.
Questo ovviamente porta l’intero sistema ad avere sempre meno possibilità a livello economico. Basti pensare che sono pochi i campioni e i fuoriclasse che le Big del campionato italiano di massima serie può ora come ora permettersi. L’ultimo in questo senso è stato Cristiano Ronaldo, il cui approdo alla Juventus ha comunque comportato non poche ripercussioni che il club bianconero sta ancora ‘scontando’. L’ultima notizia arrivata, in ordine cronologico, fa però aumentare ancora di più le preoccupazioni già esistenti.
La Serie A ha registrato un rosso complessivo da ben 427 milioni di euro unendo i debiti di tutti i club in riferimento alla stagione 2022/23. A renderlo noto è stata ‘La Gazzetta dello Sport’. Come si legge sulle pagine del quotidiano sportivo, infatti, per riappianare i conti non sono bastate neanche le plusvalenze registrate di ben 587 milioni di euro.
Ad eccezion fatta del periodo Covid-19, era da almeno due decenni che la Serie A non registrava cali così netti e pesanti. L’ultima batosta, da 452 milioni di euro, c’è stata difatti nella stagione 2003/2004.
Il dato ovviamente preoccupa perché il sistema rischia di arrivare a un vero e proprio collasso. Nello specifico: per quanto riguarda i ricavi si parla di 3 miliardi di euro, dovuti appunto alle plusvalenze. Il problema sta tuttavia nei 3,85 miliardi di euro a cui sono ammontati i costi.
Di questi 1,9 miliardi sono stati i costi degli stipendi e poco meno di 1 milione (800 mila euro) i costi per gli ammortamenti dei cartellini dei calciatori. Se si vuole evitare che i debiti siano sempre maggiori e meno sostenibili bisogna perciò puntare per forza di cose a far ‘tornare i conti’.
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