Settimane di attesa e trattative che non si sbloccano. L’Inter osserva, calcola e aspetta il momento giusto per agire. Tra nomi in uscita e obiettivi chiari, il mercato resta appeso a un filo sottile
Il mercato dell’Inter sta vivendo una fase di stallo che adesso, dopo settimane di attesa, inizia a diventare davvero preoccupante. Gli obiettivi sono chiari a tutti: Ademola Lookman in attacco, Giovanni Leoni in difesa e, se si libera spazio, anche Morten Frendrup per il centrocampo. Sono i tre nomi cerchiati in rosso da Marotta e Ausilio per dare a Cristian Chivu la squadra che ha chiesto.
Il problema è che per arrivare a questi tre colpi servono circa 100 milioni di euro. Non solo soldi da incassare, ma anche slot liberi nella rosa e spazio sul monte ingaggi. E qui, inevitabilmente, la palla passa alle cessioni.
Il primo nome sulla lista è Mehdi Taremi. L’iraniano, arrivato l’anno scorso a parametro zero, è di fatto un esubero. Si cerca una sistemazione che permetta di liberarsi del suo ingaggio e di non trasformare l’operazione in una zavorra economica. Non sarà semplice: le offerte concrete sono poche e nessuna finora ha convinto.
Discorso ancora più spinoso per Piotr Zielinski. Lo stipendio da 4,5 milioni netti a stagione lo rende un lusso che pochi vogliono permettersi. Qualche contatto con l’Arabia Saudita c’è stato, ma il giocatore non sembra incline ad accettare quella destinazione.
Poi ci sono i casi “da sacrificio solo se conviene”. Benjamin Pavard è il più papabile: 29 anni, esperienza internazionale, duttilità tattica. Se arriva un’offerta da oltre 20 milioni, l’Inter potrebbe anche cederlo. L’idea è che sia il difensore più sostituibile senza snaturare la struttura della squadra.
Hakan Calhanoglu è un’altra situazione in sospeso. Il regista turco continua ad avere estimatori in patria e in Arabia, ma per meno di 25-30 milioni non si muoverà. Il suo addio darebbe ossigeno alle casse e permetterebbe di finanziare parte degli acquisti in programma, ma la scelta non è leggera.
Ma il primo ad andar via potrebbe essere Kristjan Asllani. Il centrocampista vuole lasciare i nerazzurri e vuole una squadra italiana di livello medio-alto, possibilmente che faccia le coppe. Fiorentina e Bologna sembrano essersi defilate ma su di lui c’è ancora il Torino che potrebbe provare a chiudere per 15-20 milioni.
Il quadro è questo: quattro potenziali partenze per sbloccare tre colpi in entrata. La matematica sembra banale, il mercato molto meno. Finché non partiranno almeno due giocatori, le trattative per Lookman, Leoni e Frendrup resteranno ferme. E ogni giorno che passa avvicina la fine del mercato, riducendo i margini per manovre ragionate.
In Viale della Liberazione sanno che il tempo stringe. Chivu vuole i rinforzi subito, non a campionato in corso. Il rischio è di farsi trovare in ritardo, magari costretti a prendere ciò che resta invece di ciò che serve.
Una sola cessione importante potrebbe innescare il domino. Ma finché nessuno si muove, l’Inter resta ferma, sospesa tra l’idea di crescere e il peso di quello che deve ancora lasciare andare.
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