Il tema Superlega torna a essere sempre primario: oggi è stata annunciata la partecipazione di quattro squadre italiane.
Inter, Roma, Milan e Napoli sono state designate dal presidente del Barcellona Joan Laporta come le quattro squadre italiane che sono pronte ad aderire al nuovo progetto calcistico che si contrappone alla UEFA e alla FIFA e vuole creare un nuovo tipo di competizione, diverse per modalità economiche e sportive.
L’annuncio lanciato dal presidente dei blaugrana ha preso alla sprovvista i tifosi del calcio italiano e le stesse squadre che in passato hanno avuto contatti con gli organizzatori della Superlega ma che oggi sembrano distaccati dal progetto.
La Superlega è di nuovo al centro di grandi discussioni sulla reale possibilità di vedere i club italiani partecipare attivamente alla competizione. Sin dallo scorso anno si è parlato insistentemente della possibilità di avviare questo nuovo progetto ma poi non si è mai andati sino in fondo alla creazione di una vera competizione.
Prima i tifosi e poi FIFA e UEFA hanno bloccato la creazione della Superlega, per conservare i valori standard del calcio e mantenere le tradizioni anche con le competizioni che tutt’oggi sono le più amate.
“Inter, Napoli, Roma e Milan hanno dato adesione“, ha riferito il presidente del Barcellona ma intanto sono arrivate le prime smentite.
Le parole di Joan Laporta sulla creazione della Superlega e sulla partecipazione delle squadre di Serie A ha creato subito forti dissapori nelle tifoserie italiane che non si aspettavano un annuncio di questo genere.
La Roma, però, ha subito smentito l’annuncio di Laporta e ha ribadito la sua “fedeltà” alla UEFA e alla FIFA e la volontà di non partecipare ad altre manifestazioni sportive che non siano sotto il diretto controllo delle organizzazioni attuali.
Il “no” della Roma alla Superlega, ribadito e confermato oggi, è una nuova ammissione di voler restare al fianco della UEFA e non accettare compromessi di nessun genere. Ma il “no” della Roma e il silenzio delle altre tre squadre chiamate in causa da Laporta, cioè Milan, Inter e Napoli, è preoccupante.
Le due milanesi e gli azzurri sono pronti a prendere parte alla “rivoluzione spagnola” o non intendono ribadire ulteriormente la loro posizione già dichiarata in passato?
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