Sarri parla del suo futuro alla Lazio: contratto fino al 2028 ma il tecnico avverte sul rischio di un nuovo “anno zero” per il progetto biancoceleste.
La sfida contro il Milan resta centrale (anche in ottica Scudetto) ma attorno alla Lazio si muove anche un altro tema: il futuro di Maurizio Sarri. L’allenatore biancoceleste, alla vigilia della gara dell’Olimpico, ha parlato della partita ma inevitabilmente anche della prospettiva del club nei prossimi anni. Ed è proprio lì che emergono i dubbi più interessanti.

Il direttore sportivo Fabiani ha ribadito recentemente la volontà della società di proseguire il percorso con Sarri fino alla naturale scadenza del contratto, fissata nel 2028. Un segnale di continuità che però si inserisce in un contesto tutt’altro che semplice, tra possibili cambiamenti della rosa e scadenze contrattuali che potrebbero ridisegnare il gruppo.
Sarri non si è sottratto alla domanda. Anzi, ha affrontato il tema con la consueta chiarezza.
Sarri, il contratto fino al 2028 e il nodo del nuovo ciclo (l’ennesimo)
“Fabiani ha detto tutti dati di fatto, cioè io ho un contratto lungo”, ha spiegato il tecnico della Lazio. Una premessa che serve a mettere ordine nella situazione: oggi il rapporto tra Sarri e il club è formalmente saldo.
Ma il punto, più che il contratto, riguarda il progetto sportivo. E su questo l’allenatore ha lasciato intravedere una riflessione più ampia.
“La situazione è questa, poi se la società non è contenta o se non lo sarò io allora ne parleremo”, ha detto. Parole che non aprono scenari immediati ma che allo stesso tempo chiariscono come il futuro dipenda molto dalle scelte della società nelle prossime settimane.
Il vero nodo riguarda infatti la composizione della squadra. Diversi giocatori sono in scadenza e, se non dovessero arrivare rinnovi a breve, la Lazio potrebbe trovarsi davanti a un’altra fase di ricostruzione.
“Si prospetta nuovamente un anno zero”, ha ammesso Sarri. Un’espressione che fotografa bene la sensazione del tecnico: il rischio è quello di dover ripartire ancora una volta quasi da capo.
Non è una critica diretta alla società, ma un’analisi della situazione attuale. Per un allenatore che lavora molto sulla costruzione di un’identità di gioco nel tempo, la stabilità della rosa resta un fattore fondamentale.
“Alla Lazio sto benissimo, ma serve chiarezza sul progetto”
Nonostante le incertezze, Sarri non ha nascosto il suo legame con l’ambiente laziale. Il rapporto con la piazza e con i tifosi è uno degli aspetti che più lo coinvolgono.
“Io sono alla Lazio, per tanti versi ci sto anche benissimo”, ha spiegato. Un passaggio che lascia intendere come la permanenza dell’allenatore non sia in discussione nell’immediato.
La differenza, però, sta tutta nella prospettiva. Sarri parla di quello che dovrebbe essere l’orizzonte ideale: un vero nuovo ciclo.
“L’ideale sarebbe quello di un anno uno”, ha detto. Vale a dire una stagione costruita per far crescere il progetto tecnico e non per ricominciare da zero.
Il problema è che, osservando la situazione attuale, la percezione è diversa.
“La situazione fa pensare a un’altra cosa”, ha concluso l’allenatore. Un riferimento evidente al possibile ricambio nella rosa e alle scelte che il club dovrà prendere a breve.
Nel frattempo resta il campo. La Lazio affronta il Milan in una partita complicata, contro una squadra che Sarri considera tra le più difficili da leggere tatticamente.
Ma dietro i novanta minuti dell’Olimpico si intravede anche qualcosa di più grande: il prossimo capitolo del progetto biancoceleste. E su quello, come ha lasciato capire lo stesso Sarri, le prossime settimane saranno decisive.





