Il dirigente dello Shakhtar Donetsk, Carlo Nicolini, ai microfoni di TVPLAY, indica un gioiello per sostituire il talento portoghese del Milan. L’esterno di Pioli non ha ancora deciso se rinnovare il contratto in scadenza 2024.
L’esperto si è espresso in particolare su scouting, mercato, lo Shakthar, il Milan e il futuro del calcio italiano.

Con sei reti e cinque assist in 14 gare in questo inizio di serie A, Leao si è confermato indispensabile per Pioli. Secondo Nicoini però, grazie al mercato il Milan il suo erede potrebbe trovarlo proprio allo Shakthar.
Mercato: se il Milan vende Leao può investire in Ucraina
L’uomo mercato del club ucraino ha percorso un giro d’orizzonte, partendo dalle esperienze personali, finendo con due big esplosi al Mondiale. Nicolini ha parlato di giacchette nere. “Sono stato espulso una sola volta in ambito internazionale da un osservatore italiano. Gli arbitri italiani sono tra i migliori, ma anche tra i più arroganti in assoluto.

Nicolini si è soffermato in particolare su un talento che conosce molto bene, visto che gioca nella sua società. “A oggi Mykhaylo Mudryk è arrivato il messaggio, come a tutti gli altri giocatori, di presentarsi per il ritiro di Antalya del 9 gennaio. L’interesse dell’Arsenal c’è, non posso negarlo.
Sull’esterno mancino classe 2001, scadenza contratto 2026, l’ospite di PlayTv ha le idee chiare. “Si sono interessati in tanti indirettamente a Mudryk, senza un’offerta ufficiale. Telefonate ce ne sono state tante. Credo che ad oggi le squadre italiane facciano fatica a prendere un profilo del genere, sia per quanto vale sia per la mancanza di coraggio nell’investire su un profilo così.
Non solo Mudryk, rimpianto per Gvardiol e Alvarez
Ma il colpo di mercato Mudryk al Milan non è l’unico argomento. Il dirigente ucraino ha due rimorsi importanti, legati alla guerra. “Se non fosse successo quanto è successo due ragazzi che al mondiale hanno fatto benissimo erano già nostri, ovvero Gvardiol e Alvarez. Noi guardiamo ora molto a un mercato interno perché portare in questa situazione i giocatori in Ucraina non è semplice. Non è la nostra politica prendere giocatori per prendere, cerchiamo ragazzi per alzare il livello e poi eventualmente venderli. Ora siamo un po’ in difficoltà concorrenziale per fare proposte importanti”, rivela sconsolato.





