Vialli, il suo gesto commovente per il compagno in difficoltà: tifosi commossi

Vialli, il suo gesto commovente raccontato in un libro che narra le vicende di un ex campione finito in un incubo e lasciato da solo. Ma non da lui.

C’è modo e modo di raccontare la propria vita. C’è modo e modo di raccontarsi. A parole non è sempre facile. La scrittura può rendere meglio l’idea di ciò che si è vissuto. Permette di sviscerare in maniera completa tutto quanto si ha dentro, senza imbarazzi, soprattutto quando si raccontano momenti, ed interi anni, drammatici della propria vita.

Gianluca Vialli, il suo gesto commovente
Gianluca Vialli, il suo gesto commovente (Foto ANSA) calcionow.it

Un libro che racconta un incubo infinito durato 17 anni, comprensivo di “3 mesi di detenzione nelle carceri di Cuneo e Bergamo, 9 mesi di arresti domiciliari e 5 mesi di obbligo di firma ai Carabinieri”, come descritto da avvenire.it.

Il titolo racconta questo arco di tempo, in cui dall’altare d’Europa si è caduti nella polvere dell’ingiustizia. Tra la Champions e la libertà, è il libro scritto da Michele Padovano. L’ex attaccante bianconero, torinese di nascita ma con i genitori pugliesi emigrati al nord, è stato uno dei protagonisti della notte magica di Roma.

22 maggio 1996, Stadio Olimpico. La Juventus vince la Champions League ai rigori con gli olandesi dell’Ajax. Uno dei rigori decisivi è stato trasformato da Michele Padovano. C’è anche lui nello squadrone di Marcello Lippi, che raggiunge il tetto d’Europa. Da maggio a maggio.

Vialli, il suo gesto commovente raccontato da Michele Padovano

Da un maggio ad un altro. A maggio del 2006 una pattuglia dei Carabinieri lo blocca ad un semaforo. Un prestito di 36mila euro ad un amico d’infanzia e l’accusa di associazione a delinquere. Una richiesta di condanna a 24 anni.

In un attimo l’ex campione è scomparso dai radar di ex compagni e colleghi. Il calcio lo ha dimenticato. Lo ha già condannato. In quel buio assoluto soltanto la luce della famiglia ad illuminare un sentiero lastricato di dolore, rabbia ed incredulità per tutto quanto stava accadendo.

In quel dramma una luce si è levata accecante, fino a quando ha potuto. La voce di Gianluca Vialli, il suo capitano nella notte magica di Roma. Per Michele Padovano oggi Gianluca Vialli è “Il mio angelo in Cielo“. Ogni domenica arrivava la sua telefonata. Chiamava la signora Adriana per sapere come stava Michele.

Padovano, Vialli, Del Piero
Michele Padovano, Gianluca Vialli, Alessandro Del Piero (Foto ANSA) calcionow.it

E quando Adriana Padovano si recava ai colloqui in carcere pronunciava parole che gli donavano la speranza: “Luca ha chiamato anche oggi, ti saluta tanto”. Il giorno della ‘liberazione dall’incubo’ per Michele Padovano è arrivato a fine gennaio 2023, con l’ultimo grado di giudizio che ha assolto con formula piena.

Da cica tre settimane Gianluca Vialli non c’era più.

Nel momento più drammatico della sua vita il mondo del calcio lo ha messo da parte. Non tutto, però. Il volto più bello del calcio italiano non ha dimenticato Michele Padovano. Gianluca Vialli non lo ha mai dimenticato. Sarà anche per questo che nessuno riesce a dimenticare Gianluca Vialli.

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