City, figuraccia dopo la Champions: l’accusa è durissima

Altra brutta figura per il Manchester City dopo la vittoria della Champions: accuse gravi contro la società inglese.

La prima Champions League non si dimentica mai. Dopo una lunga rincorsa iniziata nel lontano 2008, il Manchester City è riuscito a realizzare il sogno di sedersi sul tetto d’Europa. Un sogno costato carissimo e pagato a suon di investimenti multimilionari, possibili grazie a ricche sponsorizzazioni.

Accuse al Manchester City
Manchester City, altri problemi dopo la Champions: accuse gravi (Ansa) – calcionow.it

Peraltro, non sempre chiarissime, stando almeno alle nuove gravi accuse che arrivano dall’Inghilterra. La situazione si fa incandescente, e adesso la società dello sceicco Mansour potrebbe rischiare davvero grosso.

Quella fatta dal City campione d’Europa sembrerebbe davvero una brutta figura. Nemmeno il tempo di sollevare la coppa più ambita che la squadra si è ritrovata sulle prime pagine dei giornali non per gli indubbi meriti sportivi e per il grande calcio messo in mostra negli ultimi anni, bensì per quello che sembra a tutti gli effetti un vero e proprio imbroglio.

Una situazione che dà ragione a chi da anni punta il dito contro il City, il PSG e tutte le squadre appartenenti a fondi sovrani. Da tempo ormai c’è chi in Europa attacca questo tipo di realtà sportive, colpevoli di aggirare il fair play finanziario attraverso artifizi contabili al limite della legittimità, sotto gli occhi distratti dell’UEFA, associazione sempre più attenta agli errori dei ‘pesci piccoli’, piuttosto che a quelli commessi dagli ‘squali’ del calcio europeo.

Se finora le accuse sono sempre rimaste superficiali, però, dall’Inghilterra arrivano notizie davvero sconvolgenti. E stavolta la stessa UEFA difficilmente potrebbe far finta di nulla.

Manchester City nei guai: sponsor falsi, le accuse sono gravi

Il Manchester City si sarebbe avvalso negli scorsi anni di finanziamenti camuffati da sponsorizzazioni. Questa è l’accusa emersa da un documento UEFA pubblicato dal Times in questi giorni. Una vicenda che non sorprende. Da anni si parla di sponsorizzazioni fasulle per le squadre appartenenti a fondi provenienti dai paesi del Golfo Persico. Rispetto al passato, oggi però sono venuti a galla nomi, numeri e dettagli che metterebbero una volta per tutte il club inglese con le spalle al muro.

City sotto accusa
City sotto accusa: spunta uno sponsor fittizio (Ansa, David Rawcliffe) – Calcionow.it

Il club dello sceicco Mansour avrebbe ottenuto finanziamenti tramite sponsorizzazioni fasulle per circa 30-35 milioni di sterline, tra il 2012 e il 2013. La somma incriminata, secondo il documento riportato dal Times, avrebbe dovuto essere inviata dalla società Etisalat, ma stando a quanto emerso durante le indagini il denaro sarebbe arrivato dal gruppo Abu Dhabi United, quello che fa a capo, appunto, allo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan.

La vicenda risale a qualche anno fa e aveva già portato a una strenua difesa da parte del club, che aveva indicato alla UEFA un tale Jaber Mohamed come colui che aveva effettuato il pagamento in questione. Ma per gli uomini dell’ente calcistico europeo non è stato possibile risalire alla reale identità di tale Mohamed. Non essendo il club in grado di difendersi, era stato nell’occasione squalificato per due anni dalle coppe europee. La sanzione era stata però sospesa dal TAS di Losanna in quanto i reati in questione erano caduti in prescrizione.

Tuttavia in Inghilterra determinati reati non hanno termini di prescrizione e questo ha portato la Football Association a mantenere anche queste accuse nell’elenco, davvero lungo, delle violazioni dei regolamenti finanziari attribuiti alla squadra neo campione d’Europa.

E adesso? Non sappiamo se, prima o poi, verrà fatta luce su questa e su tutte le vicende che riguardano il City. Una cosa però è certa: resta al momento una brutta figura a livello internazionale e la sensazione, netta, che anche la Champions appena vinta, per quanto meritata, sia frutto di manovre non proprio lecite. Con buona pace di chi inneggia al fair play e del calcio pulito.

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