Gianni Minà, l’eredità incredibile lasciata alla moglie Loredana: l’ultimo regalo per gli appassionati

La morte di Gianni Minà ha colpito tutto il mondo dello spettacolo e della cultura. L’ultima perla del giornalista.

Nato a Torino, l’autore Rai è morto il 27 marzo a 84 anni nella clinica romana Villa Rosario. Come raccontato dalla famiglia su instagram, il decesso di Minà è avvenuto dopo una breve malattia cardiaca.

L'eredità di Gianni Minà
Il sorriso di Minà – Calcionow.it)

Minà ha rappresentato un nuovo modo di fare giornalismo. In Rai era entrato come collaboratore, realizzando alcuni pezzi per i Giochi Olimpici di Roma 1960. A Viale Mazzini l’assunzione avvenne solo nel 1976, 17 anni di precariato che lo scrittore rivendicava con orgoglio. “Io non sono mai stato raccomandato”, amava ripetere.

Minà, Maradona e le persone controcorrente

Partito dalla sport, Minà già da subito aveva allargato i propri orizzonti. Fu tra i fondatori del programma ‘L’altra domenica’, con Renzo Arbore e Maurizio Barendson. Solo per capire la portata dell’uomo di cui stiamo parlando, Minà da cronista per la Rai seguì otto mondiali di calcio e sette olimpiadi. Raccontò molto anche un’altra sua passione, la boxe, dalla quale nacque un rapporto, quasi simbiotico, con Cassius Clay, divenuto poi Muhammad Ali.

L'eredità di Gianni Minà
Giorgio Chinaglia, Giuliana Ribotti e Gianni Minà – Calcionow.it

Legato all’America Latina, diventato quasi un confidente di Fidel Castro, Minà era diventato invece un fratello per Diego Armando Maradona. Interviste e complicità, anche nei momenti più bui per el Diez. A chi gli chiedeva come intendesse il suo lavoro, Minà parlava di storie, soggetti speciali. “Mi hanno sempre attratto persone capaci di andare controcorrente, anche a costo dell’isolamento, della solitudine. Persone capaci di raccontare storie, visioni altre. Hanno acceso la mia curiosità, perché come diceva il mio amico Eduardo Galeano, “il cammino si fa andando, non si sa mai dove ti portano queste storie”, amava ripetere l’inventore di Blitz. Contenitore coraggioso che dal 1981 al 1984, su Rai2, Blitz sfidava la corazzata di Rai1, ‘Domenica in”. Oltre a quello per la Lettera 22, l’altro grande amore Minà lo riversava sulla famiglia.

Minà e l’amore per la moglie Loredana

Minà ha avuto due mogli. La prima si chiama Georgina Garcia Menocal, cubana, dalla quale ha avuto la figlia Marianna, 48 anni, che ora vive in Messico e di mestiere fa la giornalista. Separatosi ad inizio anni Ottanta, Minà si è nuovamente risposato con Loredana Macchietti, con cui ha avuto le figlie Francesca (25) e Paola (23). Come scrive dilei.it, la loro è stata un’unione speciale, che l’ha portati a condividere molto più di un tetto coniugale. Insieme a Minà, hanno realizzato un documentario che l’anno scorso ha aperto il Bari Film Festival.

Minà, la moglie Loredana e il “testamento”: “Una vita da giornalista”

Minà e Macchietti insieme hanno scritto e realizzato appunto “Una vita da giornalista”, un documentario autobiografico. Si tratta di un copione sulla vita professionale del giornalista, montato con lo stile di Minà. “E’ uno spaccato di storia del giornalismo e della televisione, dagli anni sessanta a oggi. Volevo raccontare l’evoluzione, o l’involuzione, del giornalismo” ha raccontato Macchietti all’Ansa. “Questa opera racconta la storia di Gianni, popolarissimo ancora oggi nonostante i venti anni di assenza dalla TV” ha ribattuto la moglie di Minà, ricordando il lungo periodo di assenza del marito da tutta la tv, Rai in primis. “Esilio”, questo, che Gianni Minà, non ha mai né accettato perché mai compreso fino in fondo.

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